venerdì 26 ottobre 2012

Claire - Fallen Angel



Da pochi poco tempo è uscito su Itunes l'EP di Claire, Fallen Angel.
Una giovane ragazza con una voce molto melodiosa che ha un sogno: diventare una cantante. Essendo mia amica ho pensato di farle una piccola intervista, spero possa piacervi e aiutarvi ad avvicinarvi alla sua musica.


Clara, o meglio Claire, ti va di presentarti?
Ma certo che mi va:  mi chiamo Clara, ho 27 anni, vivo in provincia di Pavia e nutro un amore incommensurabile per tutto ciò che si possa definire musica, dalle sigle dei cartoni animati, a Chopin. :)
Ho scelto Claire (che è semplicemente la traduzione francese/inglese del mio nome) come nome d'arte, perché il mio papà mi ha sempre chiamata in questo modo, sin da quando ero piccolissima... aveva ideato una canzoncina apposta per me, già prima che nascessi, dove mi chiamava così. Da quando lui non c'è più, ufficializzare questo nome era il minimo che potessi fare, specialmente perché lui è stato il mio primo vero fan... ha sempre appoggiato molto la mia dedizione per la musica.

Quali sono le tue fonti d'ispirazione musicali?
Gli stili che mi affascinano di più sono sempre stati il rock (melodico, ma anche punk-rock) ed il pop (evito di menzionare i singoli artisti, perchè sono un'infinità), ma ascolto un po' di tutto: da Celine Dion ai Metallica, artisti del passato e del presente, senza badare alle mode, perchè la musica è assolutamente senza tempo e non può essere imprigionata in un trend, come ovviamente qualsiasi altra forma d'arte. Sarebbe un peccato tremendo, limitarsi ad ascoltare solo ciò che è in voga al giorno d'oggi.
Non mi piace infatti chi si vanta di ascoltare un solo genere, qualunque esso sia, denigrando gli altri stili... il punto è: chi siamo noi per erigerci a giudici supremi e  permetterci di criticare ciò che non abbraccia i nostri gusti? Le polemiche su questi temi mi irritano molto. Trovo assai triste che ci siano persone che litigano per decidere chi ascolta il gruppo migliore o l'artista più celebre. è un atteggiamento infantile.
La musica è tutta meritevole d'attenzione, e dato che ogni essere umano fa caso a sé, non si può assolutamente insultare chi gradisce qualcosa che non incontra la nostra approvazione.


Come mai canti in inglese?
Io e l'inglese siamo sempre stati in sintonia... quando canto, o semplicemente parlo in inglese, è come se uscisse la mia "vera voce", quella artistica, che risiede nella parte più intima del mio animo, come una sorta di alter ego.
Comunque l'inglese non è la sola lingua che amo. Ho ereditato l'interesse per le lingue straniere da mio padre, come del resto la passione per la musica, il disegno e la fotografia. Praticare tutte queste attività non è solo un hobby, ma è soprattutto un modo per sentirmi più vicina a lui, oltre che per realizzare me stessa, naturalmente.  


Scrivi tutte le tue canzoni? Quali strumenti sai suonare?
Si, io adoro creare musica e scrivere testi, e fortunatamente  riesco a trovare l'ispirazione facilmente, anche nei contesti più impensabili.
Amo anche le collaborazioni, sia quando coinvolgono persone che possiedono una sensibilità simile alla mia, sia quando entrano in gioco persone che hanno idee differenti da quelle della sottoscritta. Trovo che la comunione di più anime non possa che giovare ad una creazione artistica.
I miei strumenti preferiti sono il pianoforte e la chitarra, sia in versione acustica che elettrica. A seconda del mio umore, decido quale di questi "alleati" può aiutarmi a costruire un nuovo brano. :)

Parlami del tuo EP, so che Fallen Angel nasce come tributo a un'artista che entrambi amiamo molto.
Esatto, ovvero l'ineguagliabile Michael Jackson! ;)
Fallen Angel è nata in un periodo di profonda malinconia, tra il 2005 ed il 2006...
Ricordo che cercavo tra i tasti del piano dei suoni che assomigliassero al mio dolore, ma al contempo volevo anche trovare conforto in quella stessa melodia, come fosse una cura; come il vaccino che ti salva ma che proviene dallo stesso male che stava per ucciderti!  Ecco perchè la canzone ha un introduzione molto triste, uno sviluppo in crescendo ed un finale trionfante.
Il mio pensiero è volato subito a Michael, perchè lui è stato un eccellente esempio di forza d'animo, per me. Aveva appena attraversato un processo ingiusto e terribile, ma ne era uscito vittorioso, così ho deciso che meritava di essere il protagonista della mia 'ricerca della salvezza', da quel difficile momento.
Quando MJ venne a mancare, la canzone era già stata incisa e non avevo alcuna intenzione di modificare il finale (che appunto è gioioso), perchè il brano era nato così, e non sarebbe stato corretto snaturarlo per colpa di qulla tragedia improvvisa. Voglio che resti un tributo al suo coraggio, per come lui ha reagito a tutto quel veleno che non meritava, non voglio che sia solo un pezzo commemorativo.



Come definiresti il tuo stile musicale in una parola?
Oddio, questa è difficile... uhm... "autentico"? Si, direi proprio che quello è il termine più adatto, perché tutto ciò che ho composto fino ad ora (incluse le demo più scarse) l'ho fatto impiegando ogni millimetro del mio cuore, davvero. Inoltre, il 99% dei brani che scrivo, trattano vicende che ho vissuto realmente, quindi...


Cosa ne pensi dell'attuale panorama musicale mondiale?
Data la vastità di generi musicali e di performer, penso che ricavarsi il proprio angolino nel mondo della discografia, sia un'impresa ardua... in realtà questo pensiero non mi turba più di tanto, perché non sto affatto cercando di creare qualcosa che possa lasciare tutti a bocca aperta, bensì qualcosa che possa lasciare me soddisfatta di aver compiuto il mio lavoro in modo onesto. Non ho la presunzione di raggiungere un pubblico vasto, magari con il tipico tormentone, creato a tavolino; preferisco pochi apprezzamenti ma sinceri.
Io desidero solo mettere i miei sentimenti nero su bianco, per poterli condividere e nulla più, non sono a caccia di fama, grazie al cielo.


I tuoi progetti per il futuro?
Spero di continuare a crescere e a migliorare, per poter offrire una qualità di emozioni sempre nuova ed apprezzabile, a chi mi vuole ascoltare.


C'è un messaggio che vorresti lasciare alle persone che si stanno avvicinando alla tua musica?
Per me l'essenziale è riuscire ad essere di supporto, tramite la musica... che si tratti di un sorriso, un brivido, o di una lacrima di commozione, per me la gratificazione maggiore è sapere che ciò che è scaturito dal mio cuore, ha accarezzato o guarito altri cuori.

Claire, grazie per il tempo che mi hai concesso e tantissimi in bocca al lupo per la tua avventura musicale. :)
Grazie mille e duemila a te!! :D


Vi ricordo ancora che l'EP è disponibile su Itunes a questo indirizzo:
QUI

Mi raccomando, promozioniamo la musica Italiana, soprattutto quando si tratta di artisti emergenti.

Vi lascio con il video della canzone Fallen Angel, che vede tra l'altro la partecipazione di mia nipote Eleonora alla composizione delle immagini.


martedì 23 ottobre 2012

Lentamente muore

Voglio dedicare Lentamente muore di Martha Medeiros a Roberto, Veronica e a Giampy, ma in generale a tutte quelle persone che il mal di vivere strappa troppo presto alla vita. Il mio pensiero va ai familiari e agli amici delle vittime di queste tragedie.


“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno.
Lentamente muore chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti
che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità“.

giovedì 4 ottobre 2012

Michael Jackson e la verità sui suoi cambiamenti fisici

Premessa: tempo fa mi sono imbattuto in un articolo molto interessante riguardante l'aspetto fisico di Michael Jackson. Visto le tantissime leggende metropolitane che sono sempre girate intorno ai cambiamenti di MJ ho pensato di fare una cosa buona diffondendo questo documento. Ringrazio il gruppo http://www.truth4mj.it per la traduzione e per tutto ciò che fanno per difendere la legacy di Michael. Buona lettura.





Ci sono molte speculazioni sul fatto che Michael Jackson soffrisse di dismorfofobia ("una sensazione soggettiva di deformità o di difetto fisico, per la quale il paziente ritiene di essere notato dagli altri, nonostante il suo aspetto rientri nei limiti della norma", ndr.). Vari media sapientoni, psicologi da salotto e veri psicologi hanno affermato che lui soffrisse di questa patologia e di molti altri disturbi mentali, basandosi semplicemente su voci estrapolate fuori dal contesto, foto prese da angolature strane, o peggio, su infondati gossip dei tabloid.
Loro, per di più unanimemente, ignorano i problemi reali che Michael aveva in relazione al proprio aspetto, che andavano oltre il suo controllo.
Ecco alcuni dei fattori esterni che influenzavano il suo aspetto:





Ciò che noi sappiamo davvero e che spesso viene misconosciuto in tutte queste discussioni è questo: Michael soffriva di 2 malattie “sfiguranti”, la Vitiligine e il Lupus.

La Vitiligine lo portò a perdere la pigmentazione in quasi tutte le aree del suo corpo, lasciando la sua pelle traslucida, non bianca, e le manifestazioni fisiche del Lupus lo portarono a perdere i capelli, a eruzioni cutanee e lesioni della pelle.

Ha inoltre sofferto di una grave forma d’acne quando era adolescente che gli ha causato cicatrici profonde, e di un’ustione di 3° grado sul cuoio capelluto nel 1984 (durante le riprese per lo spot Pepsi: http://www.youtube.com/watch?v=U6yLdJQNMoc) che, anche dai risultati dell’autopsia, risulta non essere mai guarita, lasciandogli una calvizie permanente al centro della testa.

Per compensare gli effetti della Vitiligine all'inizio Michael Jackson provò ad utilizzare i trattamenti UVA per ripristinare il pigmento della sua pelle nera, ma quando questi fallirono fu solo nel 1990, secondo le trascrizioni della giuria del 1994, che gli furono prescritte delle creme schiarenti per uniformare il colore della sua pelle. Aveva anche cominciato ad indossare il guanto, maniche lunghe e un pesante trucco per nascondere le parti visibili del suo corpo che non erano pigmentate in modo uniforme, pratiche adottate da molte persone affette da Vitiligine.

I danni provocati dal Lupus e dalla Vitiligine lo hanno portato a tatuarsi con pigmento scuro ciglia, sopracciglia e cuoio capelluto per cercare di nascondere la ricorrente perdita di capelli e pigmentazione in quelle aree. Ha anche dovuto sottoporsi a dei trattamenti sul viso per aiutarlo a correggere i danni estetici delle lesioni e delle eruzioni cutanee provocate dal Lupus.


Per l’ustione, inizialmente ha provato a farsi inserire una specie di “palloncino” nel cuoio capelluto allo scopo di espandere la pelle in quel punto, nella speranza di lasciar crescere tessuto cicatriziale e permettere ai capelli di ricrescere naturalmente, ma dopo numerosi tentativi questa procedura si rivelò fallimentare. A metà degli anni ’90, pare che vi rinunciò, cominciando allora ad usare extention e altre parrucche per mascherare la perdita di capelli. Inoltre, è stato riportato che a volte indossava il fedora per nascondere questo sollevamento cutaneo causato dal palloncino.

Per quanto riguarda il suo naso, secondo la relazione di un medico per il procuratore distrettuale che nel 1993 aveva controllato le sue cartelle cliniche, sembra che il suo secondo intervento al naso del 1983 abbia avuto delle complicazioni dovute ad un’infiammazione di cui stava soffrendo a causa del Lupus, che allora non gli era stato ancora diagnosticato, e dal momento che il Lupus può provocare che la pelle “muoia” nelle aree coinvolte, specialmente con la chirurgia, ha dovuto subire ulteriori interventi di ricostruzione per sistemarlo.

Sembra che abbia tenuto gran parte di tutto questo in privato, senza renderlo pubblico, perché ovviamente sarebbe stato imbarazzante e traumatico per lui, come lo sarebbe per la maggior parte delle persone.

A questi problemi reali molto seri legati al suo aspetto, che lui non poteva controllare, si aggiunse il modo in cui lui era stato preso in giro e ridicolizzato da suo padre e da alcuni membri della sua famiglia per il suo naso ed il suo aspetto quando era un bambino.
Questo è stato ulteriormente aggravato dai media, che lo hanno pubblicamente deriso e denigrato per il suo aspetto, e dalla sua riluttanza nel fornir loro la lista completa di ciò che aveva fatto (a livello estetico, ndr) e perché (molto comprensibilmente! ndr).

Cosa sappiamo ancora: dai risultati dell’autopsia emerge che il naso di Michael non era “collassato” e non c’è alcuna prova che questo sia mai avvenuto.

Michael non ha mai modificato gli occhi, assottigliato le labbra o rifatto gli zigomi.
Per saperlo, basta una semplice occhiata alla sua famiglia: Michael, Janet, La Toya, Paris e Blanket hanno tutti gli stessi grandi occhi da cerbiatto e tutta la famiglia Jackson ha gli stessi zigomi che aveva Michael.

Ha dovuto passarne così tante per via del suo aspetto fisico, è stato messo così tanto sotto i riflettori che sembra inevitabile si sentisse insicuro e ansioso a questo riguardo.

Non so se i media erano soddisfatti quando lo sentivano ripetere quanto fosse infelice per il suo aspetto. Da una parte volevano sapere il perché, dall’altra producevano un numero infinito di articoli, documentari televisivi, interviste con dottori che non lo avevano mai nemmeno visto o migliori amici che lo avevano incontrato una volta sola ad una festa negli anni ‘80, deridendolo e ridendo del suo aspetto fisico, specialmente per la Vitiligine.

Il mio più grosso fastidio non è dovuto al fatto che la gente voglia sostenere che Michael non era felice del suo aspetto e che probabilmente aveva dei complessi in merito, ma perché sembra non abbiano mai provato ad usare empatia verso la sua situazione per capirlo meglio, piuttosto sembra vogliano usare tutto questo solamente per umiliarlo ulteriormente, cancellando quello che gli è successo veramente, per esempio: “Aveva la dismorfofobia, quindi questo prova che si è rifatto il naso 100 volte; odiava il suo aspetto, questo perciò significa che non ha mai avuto davvero la Vitiligine e ha semplicemente voluto sbiancarsi la pelle; ha modificato tutto del suo aspetto, inclusa la sua struttura ossea, so che ha fatto tutto questo perché si sentiva brutto ed è così chiaro che volesse rifarsi completamente la faccia daccapo e dal momento che sappiamo che si è rifatto il naso, questo deve voler dire che lui era disposto a sbiancarsi la pelle e ricostruirsi tutta la faccia.”

Nessuno sceglie mai di parlare o lodarlo in merito a quanto duramente lui abbia lottato per apparire “normale” e tenere questi problemi in privato. Lui ha scelto di truccarsi, tatuarsi, indossare guanti, maniche lunghe, cappelli, parrucche, cosicché la gente non avrebbe dovuto vedere cose che lo riguardavano che avrebbero potuto farli sentire dispiaciuti per lui, e invece la gente usa tutto questo per condannarlo!

“Beh, perché non ci ha fatto semplicemente vedere tutto questo? Perché non se ne andava in giro mezzo nudo per tutto il tempo portando con sé le sue cartelle cliniche in modo che io potessi verificare personalmente tutte queste cose che non andavano in lui? Questo è l’unico modo per cui ognuno avrebbe potuto sapere davvero la verità su di lui. Prometto che non avrei riso di lui ancora, e ancora, e ancora come ho fatto quando lui ha parlato dei suoi problemi”.

La gente dimentica anche di dire che le malattie come la dismorfofobia sono radicate in un sentimento di vergogna. Coloro che ne soffrono si vergognano del loro aspetto che odiano, si vergognano di ciò che fanno per nasconderlo, si vergognano di richiamare l’attenzione di chiunque. Perciò, chiedendosi perché Michael non abbia parlato di questi problemi, insistendo al tempo stesso che lui aveva questo disturbo, mostra solo che la maggior parte della gente non vuole affatto capirlo, ma solamente continuare ad etichettarlo.

Durante le interviste con Oprah e con Bashir è visibilmente stressato e a disagio quando gli vengono fatte domande sulla sua pelle, la chirurgia plastica e le prepotenze che subiva in relazione al suo aspetto. Persino quando non veniva ripreso e c’era solo l’audio, la sua voce si faceva flebile quando ne parlava. Ma sembra che la gente lo volesse vedere totalmente vulnerabile, umiliato (non importa se la gente dice che questo non sarebbe successo: è proprio così che si sarebbe sentito), semplicemente perché così le persone potessero soddisfare le loro idee sul come e sul perché lui apparisse in quel modo.

Una delle mie citazioni preferite su questo argomento è quella di Tom Chiarella dall'Esquire Magazine: “Non mi è mai piaciuto il guanto, ma quando ho visto la sua mano deturpata (dalla vitiligine ndr) l’ho accettato. E ho ammirato quello che lui aveva fatto per coprirla. Non mi è mai stato chiaro se questo lo facesse soffrire o meno, ma immagino di sì. Pensate al bello di questo. Mettere lustrini sulle tue ferite aperte. Pensate al mondo intero che fissa l'unica cosa che ti fa sentire bruttissimo."

Potete trovare la traduzione originale a questo link: QUI

Già che ci sono vi posto questo interessante approfondimento:




Ciao Alita

Quando sei arrivata nella mia vita, ormai nel lontano 2003, mai avrei immaginato che tu potessi entrarmi tanto nel cuore. Devi sapere, c...