mercoledì 31 luglio 2013

Visita al San Carlone





Proprio ieri sono stato ad Arona. Già che c'ero, memore dei racconti dei miei genitori, sono andato a far visita alla statua dedicata a San Carlo.

Voi penserete, anche giustamente, e 'sti caxxi non ce li mettiamo? Ma dovete sapere che non mi ero documentato a riguardo, immaginavo una scultura alta, ma non ciò che si poteva fare, ciò salirci dall'interno, un po' come succede con la Statua della Libertà, tra l'altro ispirata tecnicamente a questa dedicata a San Carlo.

Stiamo parlando di una struttura alta complessivamente 35 metri, più di 20 metri solo la statua!

Questo disegno, mostra molto semplicemente l'interno della scultura, solo che tutto quello spazio non esiste, inutile dirvi che la cosa mi ha affascinato molto:





Allora, ieri non so come cavolo mi è preso, ma ho fatto dei video della mia esperienza. Purtroppo video veramente infimi, tra l'altro mi sono dimenticato di tenere l'ipod per il verso giusto, indi non badate alla qualità. Spero vi facciano divertire, il mio intento non è stato certo di farci una roba seria eh.

Vabbè, bando alle ciance e che il mio sputtamento abbia inizio:


video
 
Arrivato alla base della statua, ho avuto modo di parlare con l'addetto alla sicurezza, ho dovuto tagliare parti della conversazione perché non riuscivo a trasportarle via email su questi lidi, (se riuscirò a rimediare alla cosa ve lo posterò intero). Comunque sia, è stato divertente e lo ringrazio per la sua gentilezza:

video



Ok, il seguente video è veramente una ciofeca visiva (non che gli altri non lo fossero) però a me diverte:

video


Questa foto rende bene l'idea della scalata che bisogna fare per arrivare alla testa di San Carlo:



Arrivato in cima:

video


Questo è il video "finale". Ne avevo fatti altri, ma anche no, l'auto sputtanamento direi che basta:

video



Particolare del volto di San Carlo dall'interno:



Allora, ho lavorato sul Duomo di Milano per molto tempo, sono abituato alle altezze, però non sono molto avvezzo agli spazi stretti. Tra l'altro non è che ci sia tanta sicurezza, ok, per fortuna ci sono telecamere in ogni dove, ma l'imbracatura è opzionale, e la salita non è semplicissima, un anziano non credo ci salirebbe facilmente (non fate battute) e i bambini possono salirci solo sopra ai 6 anni, ma se anche avessi un figlio di 7 anni col caspio che lo farei salire su questa bella statua.

Detto questo, mi sono divertito assai, indi se capitate dalle parti di Arona, e volete fare qualcosa di originale, salite sul monumento di San Carlo, e salutatemi tanto l'omino che ci sta sopra.... magari fatemi sapere anche come si chiama, mi sono proprio dimenticato le buone maniere.


Alla prossima!

venerdì 19 luglio 2013

Depeche Mode - San Siro 18/07/2013



Ne ho viste di cose fighe, ma il concerto di ieri sera si piazza sicuramente nella mia personale top.

I Depeche Mode a San siro sono stati una grandissima emozione, non mi aspettavo nemmeno io di esserne così coinvolto. Contando poi che avevo visto Michael Jackson nel '97 nella stessa cornice, il mio pensiero è stato volto a lui, almeno inizialmente, al primo impatto, poi sono arrivati Dave Gahan e soci sul palco e han spazzato via tutti i miei timori.

Devastanti, a dir poco, una scaletta praticamente perfetta. I DM hanno reso giustizia alla figura della rock band, si sono dimostrati all'altezza della loro fama, anzi, hanno superato le mie più rosee aspettative, anche se avevo visto già dei loro live, vederli dal vivo è altra cosa. In particolare proprio Gahan mi ha stupito, una voce quasi sempre perfetta, e una padronanza del palco che ho visto poche volte nella vita.

Due ore e mezza di puro orgasmo musicale, non so come altro definire ciò che ho potuto vedere ieri.

Non si sono mai risparmiati, anzi! Inizialmente una versione di Welcome to my world, diversa dal disco, molto molto bella, poi lentamente, presi per mano, Angel, Walking in My Shoes, la meravigliosa versione acustica di Home che mi ha letteralmente rapito... sino ai pezzi immancabili come Enjoy the Silence e Personal Jesus.
Per onore di cronaca vi posto la scaletta completa del concerto, e che scaletta:

Welcome to My World
Angel
Walking in My Shoes
Precious
Black Celebration
Policy of Truth
Should Be Higher
Barrel of a Gun
Higher Love
Shake the Disease (Acustica)
Heaven
Soothe My Soul
A Pain That I’m Used To
A Question of Time
Secret to the End
Enjoy the Silence
Personal Jesus
Goodbye
Home (Acustica)
Halo
Just Can’t Get Enough
I Feel You
Never Let Me Down Again


Trentatré anni di carriera e non sentirli questi Depeche Mode, anzi, l'esperienza li ha fatti sempre più grandi e ha esteso il loro pubblico formando una fan base ormai indissolubile. Infatti una delle cose che più mi ha colpito osservando intorno a me è stata l'estrema varietà del pubblico, dalla ragazzina, alla signora di mezza età... sessanta mila persone unite da un solo battito, da un solo colore, dalla musica.

Ricordo che i DM saranno domani sera allo stadio Olimpico di Roma, se siete da quelle parti vi consiglio di non lasciarvi sfuggire una tale occasione, non ve ne pentirete!




Un grazie particolare a Rossella per avermi accompagnato in questa bellissima avventura. 

martedì 16 luglio 2013

L'uomo D'acciao vs Pacifc Rim: Il confronto che non ti aspetti







Ho sempre adorato Superman, e ho sempre desiderato vedere un film che rendesse finalmente giustizia a un personaggio difficile da trattare al cinema, soprattutto in tempi recenti, lasciando stare le epocali pellicole con Reeves, sono veramente tanti anni che non esce un film sull'azzurrone come Dio comanda, indi quando ho saputo la notizia su Man of Steel sono andato in brodo di giuggiole.

Dall'altra parte abbiamo Pacific Rim, un film sui robottoni, il film che ho sempre desiderato che uscisse, nerdaggine pura. Perché gli accosto? Prima di tutto rappresentano due mie grandi passioni, secondariamente hanno intenti diametralmente opposti, seppur parlando entrambi di fantasia e intrattenimento, e sono, per me, la dimostrazione di come fare un film, e di come non farlo.

Andiamo con ordine, parliamo de L'uomo d'acciaio, il nuovo film di Zack Snyder - già autore di trasposizioni da fumetto, vedi 300 e Watchmen - prodotto e co-sceneggiato niente meno che da Christopher Nolan, il geniale autore dell'ultima saga su Batman. Cavolo le premesse per fare una figata atomica ci sono tutte. Sono state realizzate? Difficile rispondere, il film cerca di aggiornare le origini di Superman, ci riesce sino a un certo punto, cerca di dare un'impronta più realistica al tutto, ma a mio parere in questo fallisce clamorosamente. I buchi nella trama sono voragini, devi per forza soprassedere davanti a scelte che lasciano veramente straniti.

 L'inizio è tutto sommato buono, certo sa tutto molto di hi-tech e poca sostanza. La storia bene o male è sempre quella: abbiamo il pianeta Kripton vicino alla distruzione, abbiamo il padre di Superman, Jor-El, qui interpretato da un buon Russel Crowe, che cerca di convincere il consiglio del pericolo imminente che corre il pianeta, abbiamo il generale Zood che tenta un colpo di stato. Abbiamo più azione di ciò che ci si può aspettare, e tutto sommato la parte iniziale scorre bene, certo alcune cose mi hanno ricordato un po' Avatar, ma non stiamo a guardare il capello, chi non ha un drago volante in giardino? :)
 Jor-El, per salvare il suo pianeta dall'imminente distruzione, pensa bene di inserire i codici genetici della gente di Kripton dentro suo figlio, e di spedirlo poi lontano, sulla terra. Zodd, cerca di fermare la navetta che trasporta il piccolissimo Kal-El, ma fallisce miseramente e viene anche condannato all'esilio. Poco dopo il pianeta implode, e Superman arriva così sul nostro pianeta.
Uh, l'inizio mi è anche piaciuto, anche alcuni salti temporali sono belli a livello di sceneggiatura, certo lasciamo perdere i dialoghi tra il giovane Clark Kent e il padre adottivo, qui interpretato da un Kevin Costner piuttosto imbolsito. Una delle scene che ho trovato più ridicole, è proprio la morte di quest'ultimo, se proprio proprio bisognava farlo morire forse era meglio il solito infarto, ma vabbé... il succo è, difendere la propria identità aliena ad ogni costo, il diverso fa paura, l'umanità non è pronta per un simile evento, certo sino a quando il redivivo Zodd non decidere di invadere la terra e di chiedere in riscatto Superman, altrimenti ce fà saltà a tutti.

Quello che mi ha deluso particolarmente in questo movie è la mancanza di una coerenza narrativa, si cerca di fare il filmone serio, dark, credibile, e poi ci sono cazzate ad ogni dove.
A questo punto mi guardo Iron Man, che almeno non vuole rendermi per forza credibile che un uomo ultra milionario se ne possa andare in giro con una cavolo di armatura rosso e oro. I film Dc hanno preso decisamente una piega diversa rispetto a quelli Marvel, questi ultimi molto più scanzonati, con poche pretese di realismo, più leggeri.
Se mi fai un film, dove vuoi essere a tutti i costi realistico, bé, mi aspetto di vedere qualcosa di vagamente credibile, ok che parliamo di un tizio che viene da un altro pianeta, che ha super vista, eccetera, però... babba bia. Le reazioni dei personaggi sono piuttosto monocorde, si cerca di citare l'ottimo Batman Begins, ma non ci si riesce. I pretesti narrativi sono labili, le motivazioni dei personaggi pure.
Qualcuno mi spiega che senso ha che Zood voglia Lois Laine e la sbatta direttamente nel pannello di controllo della sua nave per tenerla prigioniera? E il vero padre di Superman, ok gli ologrammi e tutto, ma non interagisce un po' troppo con la "realtà" per essere una sorta di entità fittizia? E 'sto cacchio di Kevin Costner che me muore per salvare un cane e che a un certo punto del film dice al figlio adottivo che è meglio sacrificare la vita di decine di persone piuttosto che rilevare la sua natura aliena? E il finale? Mh, il finale, un delirio narrativo! E quella cavolo di astronave che trovano sepolta nei ghiacci? Viene da Kripton, ha non si sa quanti milioni di anni ma riesce a interagire con strumenti Kriptoniani recenti... e Superman come scopre di questo aggeggio iper tecnologico? Tramite dei militari che al bar parlano di segreti di stato come se parlassero dell'ultimo tatuaggio di Belen. Vabbè...
Cosa mi è piaciuto... il costume, anzi i costumi, molto belli, i combattimenti, un po' Dragon Ball, un po' lunghi forse, ma belli da vedere e molto cattivi. La parte sull'infanzia di Clark, bellina, anche nel finale alcune scene molto suggestive. Le scene di volo, devo dire alcune molto belle. Henry Cavill, tutto sommato non è malaccio, certo non è un Superman molto carismatico a mio avviso, ma tutto sommato si salva abbastanza. La fotografia, gli effetti speciali, bé, certo su questi lati è difficile dire qualcosa di negativo, e vorrei anche vedere, anche se non mi hanno poi stupito.
Dimenticavo, le musiche di Hans Zimmer, belline, ma non memoraibili di certo, non te ne rimane in testa mezza, ha fatto giusto il suo lavoro, il main team di Williams rimane imbattibile. Quindi ricapitolando, il film è decente, ma a mio avviso non rispetta molto lo spirito originario del comics, non ci ho visto particolare amore verso il personaggio, si vuole per forza fare i realistici e poi si scrivono sceneggiature che lasciano veramente il tempo che trovano. Non lo boccio in toto come progetto, sia chiaro, ma non mi ha lasciato molto. Rispetto alle sue premesse mi ha decisamente deluso. Troppo ampolloso, si prende troppo sul serio anche quando non è il caso e non è riuscito a emozionarmi.

Andiamo a Pacif Rim:

Il film è un grandissimo omaggio del regista, Gulliermo Del Toro, all'animazione giapponese, da Evangelion che è pesantemente citato, ai vari Nagaiani. Abbiamo dei mostri enormi, parenti dei dinosauri, chiamati Kaijū, che tramite un portale interdimensionale nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico, riescono ad accedere al nostro pianeta. Invasi da questi orribili mostri, i terresti decidono di costruire degli imponenti robot umanoidi, detti Jaegers. Per guidare questi meravigliosi mecha bisogna essere generalmente in due, e collegarsi reciprocamente a una rete neuronale, che permette così di sincronizzarsi (Evangelion?) con l'altro pilota e con il robot. Basta, questa è la trama in soldoni.

Questo film visivamente è eccezionale, davvero una grandissima goduria, non so come altro definire ciò che ho visto in sala. A dir poco esaltante. Una di quelle poche pellicole che consiglio veramente di vedere in 3D, cosa che farò sicuramente quando uscirà il Blu Ray dedicato. La trama è abbastanza risibile, i personaggi non sono più di tanto approfonditi, è tutto pieno di stereotipi, ma non è questo il punto, è solo un pretesto per far macello.
Abbiamo l'eroe dal passato tormentato, abbiamo l'eroina che cita pesantemente Rei Ayanami, con tanto di rapporto con una sorta di padre adottivo molto forte. Abbiamo gli scienziati mezzi pazzi, che strizzano l'occhio a quelli visti nei vari Anime, riuscendo spesso a strappare un sorriso.
La trama è veramente marginale in questo film e si capisce che non era negli intenti di Del Toro di avere pretese diverse da quelle mostrate.
Pacific Rim è il sogno realizzato per tutti gli appassionati di robot et simili, una nerdata pazzesca! Qui veramente si spegne il cervello, lo si mette in folle e si gode! Punto e basta.
Cazzarola, non ci sono pretese forzate. I combattimenti sono molto belli anche se in alcuni punti, un poco confusi, e danno davvero la sensazione della potenza di queste enormi macchine, con tagli registici davvero interessanti.
Tra gli attori, mi ha colpito Rinko Kikuchi, ma direi che in generale tutto il cast fa il suo dovere, funzionale alla pellicola.
Menzione in particolare per i bellissimi mecha, non solo dei robot, ma anche delle armature, veramente belle da vedere, molto cyberpunk.

Questa è un'opera che gioca con le citazioni, con gli stereotipi del genere, dove addirittura le onde del mare nei combattimenti marini ricordano l'arte di Hokusai. Una sorta di sentito omaggio verso l'animazione robotica giapponese.
Forse, uno degli appunti che posso fare è sul finale, avrei osato di più, l'ho trovato un po' tirato per i capelli.

Mi soffermo un attimo agli effetti visivi, che sono davvero devastanti. Anche se non sembra molte cose sono state ricostruite sul set, cosa che purtroppo accade sempre meno. Per approfondire la cosa vi linko un video esplicativo: qui

I due film del momento hanno dietro motivazioni opposte, ma mentre uno fallisce clamorosamente cercando di rendere per forza credibile e dark Superman, l'altro diverte, intrattiene, fa il suo dovere, non si prende inutilmente sul serio.
Ciò non significa che penso che non si potesse fare un film sull'Azzurrone con tematiche più adulte, ma che andavano affrontate meno superficialmente. Questa fissa di rendere tutto serioso da parte della DC, per quanto possa essere interessante perché differenzia dai prodotti Marvel, se non ben gestita rischia di risultare forzata, ridondante, goffa suo malgrado.

Pacif Rim è il classico movie che va vissuto, non pensato. Un po' trashone, un po' casinista, un po' disaster, un po' monster. Un vero ritorno anche di un genere che si stava via via perdendo.
Spero quindi di vedere più progetti pensati per divertire il pubblico, più sottilmente intelligenti di quello che sembrano al primo approccio.

Un grande plauso a Del Toro, per il coraggio mostrato nel portare in sala un tema che non ha mai solleticato nessun produttore americano, almeno sino ad oggi, e per essere riuscito non solo a fare un discreto pieno al box office, ma anche, e soprattutto, a divertire.

lunedì 8 luglio 2013

Milano Manga Festival



Finalmente Milano si fregia di un grande appuntamento per tutti gli amanti dei manga.

Il Milano Manga Festival percorre ben 200 anni sull'arte del fumetto giapponese. Evento unico e raro in Italia. Avete ancora tempo sino al 21 luglio per visitare questa eccezionale mostra che ha visto tra i partecipanti autori del calibro di Yoichi Takahashi, autore di Captain Tsubasa (meglio noto in Italia come Holly e Benji), e sino a ieri di Yoshiyuki Sadamoto, character designer di opere come Nadia - il mistero della pietra azzurra ed Evangelion.

Proprio nella giornata di ieri sono andato a visitare questa mostra, alla Rotonda di via Besana a Milano.
Sono rimasto piacevolmente colpito dallo spazio espositivo, molto vario e ben distribuito, con delle parti interattive molto carine, in particolare mi riferisco alla sezione su Captain Tsubasa. La retrospettiva sui maestri giapponesi, in particolare su Osamu Tezuka mi è piaciuta molto, con tanto di riproduzione del loro tavolo di lavoro. Certo le immagini a video, erano un po' brevi, ma molto interessanti. Gli autori esposti sono veramente tantissimi.
Ieri era l'ultimo dei "Sadamoto Days", indi ho potuto seguire l'intervista al maestro da parte del pubblico. Devo dire che mi ha colpito molto la sua estrema umiltà, timidezza e gentilezza, ha sempre articolato risposte molto lunghe, non si è risparmiato anche nella sessione di autografi, evento al quale non sono riuscito a far parte, bisognava prenotarsi prima e non era manco detto di riuscire a essere in lista; certo mi rimane il rammarico di non averci provato.
Segnalo inoltre la presenza del book shop di Yamato, molto interessante, infatti vi ho trovato un art book che cercavo da secoli, e soprattutto ci sono i prezzi scontati in occasione della mostra, il che direi che non guasta mai.

L'unica nota negativa dell'evento è stato il caldo soffocante, soprattutto nella parte iniziale dove la calca era maggiore, ma una cavolo di aria condizionata no? :)

A parte questo ringrazio l'amministrazione comunale di Milano per aver contribuito a dar vita a un'esposizione tanto bella quanto inedita nel nostro paese. Eventi tali finalmente tolgono dai propri polverosi ghetti opere di tutto rispetto sin troppo bistrattate nel nostro bel paese, sino a non molto tempo fa.

Vi lascio a un approfondimento molto esaustivo sul Milano Manga Festival:
QUI

Infine un po' di foto sparse:


















Super Nintendo Mini

Nelle mie mani pacioccose Gia l'anno scorso Nintendo ci ha deliziato con l'uscita del primo Nes 8 Bit in versione mini....